E' difficile dire se Mario Quintieri sia uno psicanalista con l'hobby della pittura oppure un pittore con l'hobby della psicanalisi... ma forse non è poi così importante trovare una risposta.

Tre lauree, una docenza, numerose specializzazioni, il tutto "indossato" dal Prof. dott. Quintieri con reale modestia.

Ecole A.B.C. de dessin de Paris, Accademia Bernini, esperienze nel campo del restauro: queste le credenziali di Quintieri pittore o come preferisce considerarsi "artigiano".. che altro dire?

Ammiriamo le opere o prenotiamo nel suo studio per un percorso di psicoterapia.

                                                                                                                                                   Igor Milani

 

Hanno scritto su Mario Quintieri

1972 - Cav. Gabriele JAGNOCCO (gallerista, pittore, sculture) - in occasione della mostra del 1972           visualizza

Mario Quintieri con le sue opere ha saputo accostarsi al mondo degli umili e ritirarne con sensibilità o squallore.   
Ha uno stile personalissimo e quindi originale che gli ha permesso subito di imporsi all'attenzione del pubblico e della critica, ottenendo da ogni parte ampi consensi.
Ama eseguire falsi d'autore, dove emerge la sua abilità "artigiana" come preferisce definirla, ma io la definisco invece arte e passione. Egli definisce la sua pittura psicologica : nelle sue opere infatti traspare un'indagine psicologica che lo ha portato a cogliere infinite sfumatore espressive, le quali, ad un osservatore attento, non possono non portare un messaggio sociale.

1981 - Giuseppe MASI (scrittore, filosofo, poeta)                                                                     visualizza

A distanza di alcuni anni si è data occasione per un reincontro con Mario Quintieri, il quale, dopo le prime proposte di risultati di un non poco sofferto impegno operativo nel campo della pittura, trasfuso in trattazioni di temi esistenziali calati in una ambientazione talora di tipo surreale, decampando dalle annotazioni di sapore psicologico ed addirittura umorali che ne impregnavano l'originario linguaggio espressivo, va ora adeguando la prima dimensione operativa alle indicazioni che ne vengono dalla cultura artistica del passato, allo scopo di affinare e perfezionare gli strumenti espressivi ma anche per rendere più limpido l'oggetto del proprio esercizio pittorico.

Forte di un sostrato culturale che gli riviene dai precorsi studi di filosofia e psicologia, che gli hanno consentito di affrontare e svolgere peraltro una diversificata professionalità, acquisite le occorrenti cognizioni nel settore dell'estetica attraverso qualificanti corsi di composizione presso la Bernini, prima, e presso la Ecole A.B.C. de dessin de Paris, poi, dopo aver svolto anche lavori di restauro che ne hanno acuito le qualità tecniche, dall'anno 1974 Mario Quintieri si è dedicato alla ricerca stilistico-cromatica a mezzo di rielaborazioni di antichi dipinti, facendo, per questa via, rivivere sulla tela scene della migliore pittura classica. E' per questo che Quintieri è solito appellarsi un artigiano più che un artista. [...]

1983 - Luigina Casara (direttrice)- in occasione della mostra del 1983                                              visualizza

Nell'osservare dei dipinti non credo abbia grande importanza vederli valorizzati attraverso il linguaggio verbale, che inesorabilmente dice troppo o troppo poco, e, quindi, attraverso una critica "a tutti i costi".
Ritengo più opportuno, infatti, non anticipare con dei preconcetti quanto le opere possono esprimere con il loro linguaggio specifico. Altro preconcetto da superare è forse quello di sistemare necessariamente l'autore in una tipologia categoriale, che, di solito, risponde a spinte di mercato, ad incertezza critica o anche al bisogno stesso degli auturi di immettersi in griglie culturali già predisposte.
Mario Quintieri ricerca un'autentica identificazione, attraverso i più tradizionali mezzi del "fare pittura", nella ricerca di un'ipotesi personale dell'essere uomo, "individuo sociale" oggi: dal bisogno intrinseco di autoespressione si liberano la sua creatività e la sua immaginazione.
Come acutamente osserva Franco Marongiu, Mario Quintieri è un artista "della ricerca solitaria" insofferente di regole imposte o di leggi di mercato. [...]

1985 - Franco MARONGIU (giornalista) - in occasione della mostra del 1985                                       visualizza

Quanto più affonnosi ed alienati si fanno i nostri giorni e le cose che ci circondano perdono il loro senso di realtà, tanto più sembra che l'arte tenda a divenire una memoria di realtà diverse o di un'epoca che scompare.
Ma nel silenzio della fatica quotidiana sopravvivono ancora artisti lontani da polemiche e privi dei complessi di occultamento della verità, in un'antica e magica presenza fatta di bellezza e con ampi respiri in nature prive di inquinamento.
Osservate queste opere di Mario Quintier, queste "Storie in riva al mare": osservate le figure nette dai colori ben definiti, intagliate nel chiarissimo di un mare che più che vedersi si indovina.
In esse tutto è autentico e sincero, nella rievocazione di un mondo che ancora pur vive, di un'umanità fatta ancora di vecchi e bambini, di filosofi e di maternità senza aggettivi, di clowns, di ballerine.....
Mario Quintieri, invero, è un pittore che fa parte di quel gruppo di artisti che chiamerei della "ricerca solitaria". Vogliamo farne una "scuola"?
Ma no: c'è il rischio che s'inserisca subito un "caposcuola" bramoso di titoli accademici e rubriche televisive.
Lasciamo invece Mario Quintieri alla sua libera creatività che gli consente di trasportare la vita e le cose sulla tela con mano sensibile, in un soffio di purezza ed amore per l'umanità che lo circonda: questo già gli basterebbe per ottenergli una ciottola di riconoscenza da noi che artisti non siamo.

 

 

ultimo aggiornamento 23-apr-2011 h.12:36

Mario Quintieri © 2009-2011